ARIE a Ischia in nome dell'antica Marineria
UNA LEGGE CHE PASSERA' ALLA STORIA
"ARIA" REGINA TRA LE BARCHE FRANCESI AL TROFEO  "LANCEL CLASSIC"
CONFERITO A STINTINO IL PREMIO M. MARZARI
VELE LATINE CON A.R.I.E. A PORTO ROTONDO
 
     
 

ARIE a Ischia in nome dell'antica Marineria

 
 

"Il Maestro le sta regalando il suo sorriso. Un soffio vitale pervade quella scultura che diviene improvvisamente viva. Il mio pensiero si perde tra le onde del mio, pur giovane, passato. Ritorno con la memoria ai miei primi lavori su quei legni operosi e viventi, corrosi dalla storia e dal mare. L'entusiasmo che mi ha sempre accompagnato nelle mie esperienze di vita marinara era solo l'inizio di un percorso che poi è diventato indispensabile per esistere".

Il 19 e 20 gennaio, in occasione del varo della 'Polena', voluta per sottoscrizione popolare, ARIE è stata invitata dal Museo del Mare di Ischia, per prendere parte ad alcune iniziative volte a far rivivere la memoria delle antiche tradizioni marinare radicate nella storia e nella cultura dell'isola. Daniele Bassi ha presenziato per ARIE alle manifestazioni.

Lo scultore Raffaele di Meglio, ischitano e operante nell'isola, ha appena ultimato la sua opera per il Museo del Mare, una Polena dalle fattezze di sirena, le cui grazia, bellezza e sensualità emergono con forza dal tronco di ciliegio selvaggio nel quale è scolpita. L'ha realizzata nel suo atelier di Punta Imperatore, a Forio d'Ischia, dove l'artista ha anche la sua casa.. Una casa dall'orizzonte sconfinato sul mare. Tempeste e bonacce hanno accentuato o mitigato le curve della scultura modificando le linee del suo corpo come se veramente avesse nuotato tra le onde della baia di Citara. Forse gli abbracci della sua donna alle due figlie hanno ispirato a Raffaele il tenero gesto con cui la sirena mantiene tra le braccia un piccolo delfino. L'opera gli è stata commissionata dal Museo che, grazie a una spontanea sottoscrizione popolare, ha raccolto in poche settimane una ragguardevole cifra. Il 20 gennaio Eva, così è stata chiamata dal Maestro, è partita da Forio alla volta del Palazzo dell'Orologio, sede del Museo. Un percorso di terra. Guardando bene l'edificio, la facciata può però sembrare la prua di un veliero la cui poppa è il piazzale delle Alghe, e le cui solide murate sono Via Giovanni da Procida e via Luigi Mazzella. Un veliero ancorato nell'antico borgo di Ischia Ponte che ad Eva racconterà vecchie storie di terra e di mare. Il Castello Aragonese bisbiglierà alle sue orecchie novelle di re, di principesse e di fantasmi e, alle sue spalle, la collina di Campagnano le parlerà della baia di Cartaromana con la sua città sommersa. La Spiaggia dei Pescatori le rammenterà l'antico attracco prima che aprissero il porto. Dal tetto dell'Isola l'Epomeo le descriverà le baie e le calette segrete dell'altro versante e le indicherà tutte le fonti d'acqua miracolose che sgorgano ai suoi piedi. Infine la Spiaggia di San Pietro le spiegherà le correnti che passano nel Canale di Ischia pettinando le sterminate praterie di Posidonia e, ancora, come il mare si tingeva di rosso quando le tonnare erano ancora in attività. Le tonnare Ischitane, di cui, durante una conferenza, abbiamo potuto rivivere il ricordo grazie ai toccanti racconti dei vecchi pescatori locali, hanno identificato per più di duecento anni la pesca sull'isola, ma, come spesso accade, il tempo e la vocazione ormai turistica dell'isola rischiano di cancellarne il ricordo. È proprio per preservarlo che il Museo del Mare, in questo fine settimana, ha voluto presentare, nella cornice della Biblioteca Antoniana, un opuscolo intitolato "Le Tonnare dell'isola di Ischia" . Non possiamo che congratularci con gli amici del Museo del Mare sapienti custodi di antiche tradizioni di quest'isola affascinante, i quali, con assoluto amore concorrono alla salvaguardia di un patrimonio culturale che in passato diede tanta gloria alla nostra Penisola. Il Museo del Mare e ARIE hanno iniziato un rapporto di collaborazione sulle tematiche della cultura marinaresca.

 
 
Lo scultore Raffaele di Meglio al lavoro sulla sua opera.
 
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UNA LEGGE CHE PASSERA' ALLA STORIA

 
 


La visita del Ministro dell'Interno Claudio Scajola, che ha presenziato alla cerimonia d'apertura della 41° edizione del Salone Nautico di Genova, è stata l'occasione per far tornare d'attualità il progetto di legge sul recupero delle imbarcazioni di valore storico, promosso dall'Associazione ARIE e presentato nella scorsa legislatura proprio dall'Onorevole Scajola (nella foto assieme al Presidente di ARIE, Serena Galvani),.

Il Ministro Scajola, che ha confermato il suo impegno per la ripresentazione della proposta di legge, è uno dei più fervidi sostenitori dei principi alla base del progetto di ARIE. Non è un caso, visto che il Ministro è nato a Imperia, una delle culle più importanti della cultura marinara, oggi teatro di importanti raduni di barche d'epoca.

Il progetto di legge (cfr. articolo pubblicato sul n. 106 di Yacht Digest, pag. 18) non tiene conto solo di blasonati scafi del passato, che possono già contare sulla passione di facoltosi armatori, ma estende il concetto a tutte le imbarcazioni di valore storico, siano esse da diporto, da lavoro, da trasporto o da pesca. Il testo normativo sancisce, inoltre, i criteri che stabiliscono quando una barca possa ritenersi meritevole di tutela da parte dello Stato e prevede una serie di incentivi (defiscalizzazione, detassazione dei materiali di restauro) che possano incoraggiare interventi di recupero. Naturalmente spetterebbe poi a una commissione di esperti, nominata dal Ministero dei Beni Culturali, il compito di verificare, caso per caso, l'esistenza dei requisiti necessari.

Nel Regno Unito, tra le nazioni più attente a questo settore, parte degli incassi derivanti dalla lotteria vengono destinati alla preservazione delle barche di valore storico. Un esempio da seguire?

 
 


L' On.Claudio Scajola e la Dott. Serena Galvani 
alla 41° edizione del Salone Nautico
di Genova - Ottobre 2001

 
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"ARIA" REGINA TRA LE BARCHE FRANCESI AL TROFEO  "LANCEL CLASSIC"

 
 


Una delle più belle baie della Francia, la Baie de Bourgneuf, ha accolto tra il 29 luglio e il 5 agosto una cinquantina di barche di tutto prestigio: 5,50m SI, 6m SI, 8m SI, 10m SI, dragoni e requin per una regata esclusiva, aperta da anni solo ai francesi, che si è svolta tra l'isola di Noirmoutier e la cittadina di La Baule, sulla Cote d'Amour. 
Il Trofeo "LANCEL CLASSIC", sponsorizzato dall'omonima casa di moda francese, ha organizzato, insieme ai due Yacht Club di La Baule e di Bois de la Chaize (Noirmoutier) una serie di regate aperte alle imbarcazioni d'epoca ('Vintage') e classiche (barche con scafo d'epoca, armo, attrezzature e vele moderne). 
Molti e prestigiosi i nomi della vela francese, come Brunet Moret, Philippe Monet, Yves Pajot e Marc Thiercelin. Molte le barche considerate per legge 'monumento nazionale' come Aile VI, l'8m SI del 1928 appartenuto a Madame Virgine Heriot, Enchantement IV, l'8m SI di A. Geoffroy, progetto di Johan Anker del 1923 o il 6m SI Vert Galant, progettato sempre da Johan Anker nel 1934. 
Un vero e proprio tempio della vela, a cui si accede solo su invito personale ed esclusivo. Quest'anno, per la prima volta nella storia di questa manifestazione, accanto a barche come 'Pesa', il 10m SI aurico di Jean-Yves Roubinet e all'immancabile Pen Duick di Tabarly con, a bordo, Marie e Jacqueline Tabarly, l'8m SI ARIA dell'armatrice bolognese Serena Galvani, ha avuto il privilegio di essere invitato a regatare in mezzo al gotha della vela francese, come unica barca straniera.
ARIA, restaurata nel 1999 dal Cantiere dell'Argentario, campionessa europea degli 8m SI vintage (Coupe Cartier 1999, La Trinitè sur mer), seconda classificata ai mondiali del 2000 di Porto S. Stefano, seconda alle 'Vele d'Epoca' di Imperia nello stesso anno, prima in reale della 'division third, smaller bermudian' e terza in compensato l'anno scorso a Cowes (America's Cup Jubilèe, Isola di Whight), ha potuto così segnare un'altra vittoria italiana nella storia delle regate d'oltre Mediterraneo. 
Nella baia di Bourgneuf si corre in tempo reale, non vi sono rating, né classificazioni di sorta che non siano la mera divisione tra categorie. Lo spirito è competitivo, ma i suoi toni sono sempre eleganti e altamente sportivi.

Dopo un trasferimento di flotta, una 'promenade', da Noirmoutier a La Baule, il 30 luglio si sono svolte nella baia antistante La Baule tre regate a bastone. ARIA, con alla tattica Michel Dejoie, si è aggiudicata il primo posto degli 8m SI Vintage, il secondo in classifica generale dopo 'Cotty Tou', l'8m SI dei fratelli Alain e Gilles Minot il cui progetto originale risale al 1920, poi trasformato in barca classica (albero e boma in alluminio, vele in carbonio, attrezzatura moderna,). 
Il 31, dopo una regata davanti al golfo, le barche sono partite in flotta per una regata lunga: 20 miglia verso Noirmoutier passando per Pornic, con vento forte costante a 25 nodi. ARIA è prima all'arrivo: prima non solo delle Vintage, ma davanti anche a 'Coutty Tou'!
Bandiere a festa e champagne hanno dato il via il 1° agosto, nel porto di l'Herboudière (isola di Noirmoutier) al Trofeo Lancel di Bois de la Chaize che si è svolto dal 2 al 5 agosto davanti alla bella "Plage des Dames" dove, ogni anno, si perpetua l'antica tradizione di regate iniziata nel 1894 per volontà di L.P.Vincent Darasse e dei marchesi Gontaut-Biron e Chauvelin. La manifestazione si è ampliata dal 1993 dopo la creazione, sui preesistenti statuti del 1908, del Circolo di Bois della Chaise presieduto da Patrick Archimbould. 
Tra gli organizzatori, da sempre, la Chaloupe, un'associazione che si occupa della salvaguardia del patrimonio marittimo. 
Due bastoni al giorno, da percorrere nelle ore dell'alta marea. 
L'equipaggio di ARIA era misto: professionisti e giovani a bordo. Una scelta voluta per crescere insieme non solo in mare, ma anche nella cultura delle barche di valore storico. Mauro Pelaschier si è confermato incomparabile timoniere di ARIA. Al suo fianco l'immancabile Alberto Leghissa, ormai da tre anni skipper dell'8m SI del 1935, e una prua d'eccezione, Luca Chiarello, prodiere fidato di Pelaschier, di Grosseto, classe 1961.
Accanto a loro, oltre all'armatrice, giovani francesi e italiani che si sono alternati in pozzetto: Milo Adami, Daniele Bassi, Gregory Beauchamps, Jean Philippe Melon e Margherita Pelaschier, per la prima volta in barca con papà. 
Alla fine delle regate ARIA, che, lo ricordiamo, è affiliata ad uno dei Circoli più prestigiosi d'Italia, il Reale Yacht Club Canottieri Savoia di Napoli (lo stesso che ha lanciato la sfida di Coppa America con 'Mascalzone Latino'), ha confermato il suo prestigioso risultato: prima delle 'Vintage', seconda dell'intera classifica 'Vintage e classiche'. Il grande entusiasmo da parte dei francesi per l'imbarcazione italiana e per tutto il suo equipaggio ha suggellato un bellissimo rapporto di amicizia, di cordialità sportiva e di lavoro anche per l'Associazione ARIE che, come ricordiamo, si occupa in Italia della salvaguardia delle imbarcazioni d'epoca e ha portato in Parlamento un progetto di legge che equipara a beni culturali le barche di valore storico. 
Il Trofeo Lancel diventerà dunque per ARIA una tappa fissa.

12 Agosto 2002

 
   
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  CONFERITO A STINTINO IL PREMIO M. MARZARI  
 


Le barche di tradizione hanno segnato il lavoro di generazioni, esprimendone cultura e sensibilità e facendo dell'Italia un paese ricco di grandi tradizioni marinare. Per questo, la marineria tradizionale non può essere consegnata a mere retrospettive, ma va considerata un bene culturale da tutelare alla stregua degli altri, nei fatti e nelle leggi.
Mario Marzari, da poco scomparso, ha studiato, fotografato, ricercato e documentato tutto questo, portando le barche tradizionali nella dimensione e nella dignità culturale cui appartengono. Per questo egli è una delle di riferimento per ARIE, che si propone di salvaguardare la cultura nautica e marinaresca italiana, non solo attraverso mostre e raduni, ma anche con la ricerca ed il recupero degli esemplari di maggior valore e la promozione delle figure professionali, quasi scomparse (carpentieri, maestri d'ascia, mastri calafati, ecc.) che sono necessarie per garantirne un corretto restauro. 
L'impegno dell'Associazione si riflette nel disegno di legge Muratori-Germanà sullo sviluppo della Nautica, al quale ha contribuito elaborando l'articolato N.10 relativo alla tutela delle imbarcazioni di valore storico. 
Analogamente, ARIE è stata promotrice di due progetti di legge regionali per il Friuli Venezia Giulia e per la Campania, volti alla tutela e alla promozione delle imbarcazioni in legno tipiche e tradizionali. 
L'impegno dell'Associazione è nel promuovere scuole di restauro, mezzo anche per fornire ai giovani la formazione per un più facile inserimento nel mondo del lavoro nautico.
L'impegno è nell'attivazione del numero 051.272489, detto Wooden Phone, per fornire assistenza telefonica a tutti coloro, armatori o appassionati, che cerchino informazioni e consulenza di esperti sulla propria imbarcazione, nonché per raccogliere le segnalazioni sulla presenza di scafi di valore storico abbandonati. 
A nome di Mario Marzari, e per volontà di Serena Galvani e di Luigi Carlo Saulle, pochi giorni dopo la scomparsa del giornalista, fu presa la decisione di ricordarlo attraverso un premio letterario che voleva essere un prosieguo della sua opera meritoria con la finalità di avvicinare i giovani al mondo della marineria. Allargando l'idea a coloro che da sempre collaboravano con Mario, ARIE coniò il premio letterario biennale sul tema "Barche tradizionali: testimonianza di una grande cultura", oggi alla sua prima edizione. 
Si sono confrontati 60 giovani delle scuole medie superiori e delle Università, con lavori singoli o di gruppo.
I tre migliori sono stati premiati a Stintino (SS) il 30 agosto, alle ore 20, 30 durante la XX edizione della Regata della Vela Latina, in un'accorata presentazione diretta dal Dott. Paolo Poletti di ARIE e alla quale hanno preso parte il Senatore Bruno Dettori, il sindaco di Stintino, l'editore Carlo Delfino, Giovanni Panella, Serena Galvani, Sandra Marzari e Piero Ajello. 
La Commissione interna di ARIE, formata da storici, giornalisti e dalla Signora Sandra Marzari, ha premiato tre lavori di grande interesse che trattavano di barche da lavoro oramai in via d'estinzione: le feluche sorrentine, gli schifazzi trapanesi e le tonnare di Vibo Valentia. I ragazzi premiati, provenienti da Piano di Sorrento, Trapani e Catanzaro - a riprova del forte legame tra il Sud e i valori della cultura marinara-, sono stati ospitati per i quattro giorni delle regate, grazie all'aiuto di ARIE e degli sponsor -la Concessionaria Toyota-Sun Car di Sassari, e l'Agenzia Immobiliare 'Le Vele' di Stintino- e hanno potuto così vivere una vera e propria full immersion nella marineria, partecipando anche alle regate.
Molte le sottoscrizioni di privati che hanno permesso la realizzazione del premio. 
Non c'è spazio per mondanità o ribalte occasionali: esiste l'impegno concreto a recuperare la storia e i valori di cui le barche sono state l'espressione e utilizzarle anche come mezzo per creare occupazione e lavoro. 
La dignità, la severità morale e di studioso di Mario Marzari non consente altro approccio. A noi compete, nei fatti, non perderne il retaggio e aggiungere altre pagine alla sua opera.

Premiati:

Premio Mario Marzari Stintino 30 agosto 2002 - ore 20,30

1. Titolo lavoro: "Lo scieri di Levata" (tesi di laurea in Architettura, Università degli Studi di Reggio Calabria) Nome vincitore: Giuseppe Cassalia. 2.580 euro di cui 250 euro in libri da acquistare presso la Casa Editrice Carlo Delfino editore.

2. Titolo lavoro: "Le barche tradizionali del trapanese" Nomi vincitori: Paolo Galli, Ignazio Genovese, Giuseppe Polisano. Liceo Scientifico Statale'V. Fardella' Trapani 1.550 euro di cui 250 euro in libri da acquistare presso la Casa Editrice Carlo Delfino editore.

3. Titolo lavoro: "La feluca sorrentina" Istituto Tecnico Nautico 'Nino Bixio', Piano di Sorrento. Nomi vincitori: Vincenzo Manzo, Fabio Parlato, Antonio Russo 1.300 euro di cui 250 euro in libri da acquistare presso la Casa Editrice Carlo Delfino editore.

Menzione speciale: Matteo Cattaneo, di La Spezia (tesi di laurea in Architettura, Università degli Studi di Firenze) Tesi di laurea su: "Leudo Felice Manin" (esposta in mostra gazebo).

Stintino, 3 settembre 2002

 
 

Sandra Marzari e Serena Galvani a Stintino 
insieme a Giuseppe Cassalia vincitore del
"Premio Mario Marzari".

 
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  VELE LATINE CON A.R.I.E. A PORTO ROTONDO  
 


Il 14 e 15 settembre si è svolta, in uno degli angoli più belli della Costa Smeralda, la seconda edizione delle ‘Vele Latine a Porto Rotondo’, regata per barche tradizionali a vela latina organizzata dallo Yacht Club Porto Rotondo in collaborazione con ARIE.
Due le giornate in mare: una veleggiata non competitiva alle isole di Soffi e di Mortorio il giorno 14 e la regata il giorno 15. 
Al raduno marinaresco hanno partecipato una ventina di imbarcazioni, suddivise in cinque classi: “Velieri”, “Gozzi”, “Guzzette”, “Lance o Canotti” e “Guzzette monotipo”.
Le barche, provenienti da Olbia, da La Maddalena, da Porto Rotondo, da Alghero, da Porto Torres, da Carloforte e da Stintino, si sono contese la vittoria su un percorso di 7,2 miglia. 
Insieme a Miriella del 1898, costruita dal Cantiere Bigio di Carloforte e restaurata nel 2000 dal Cantiere Carrano, di proprietà dell’Avv. Montella, per La Maddalena ha sfilato Maria, anch’essa di fine Ottocento, di Luca Loddo presidente di “Velieri, Associazione Vela Latina de La Maddalena”.
La Maddalena, che ha accresciuto ulteriormente la propria flotta, ha presentato per la prima volta a Porto Rotondo Mastro d’ascia Angiulin , una vela latina costruita a Carloforte dal cantiere Bigio nel 1990, recentemente acquistata da Enzo Dongu e da Francesco Casoli.
Sempre presente al massimo delle forze la flotta di Olbia, con, tra gli altri, Terranova 2000 di Nardino-Fois, Lavinia Mia di Angelo Dettori del 1945, Nakuda (1975) di Marco Coni e Corsaro (1962) di Bruno Derosas.
Il Cantiere Nardino, lo ricordiamo, vinse l’anno scorso il premio ARIE, menzione speciale per la flotta di barche presentate e per i criteri di lavoro usati nella costruzione e nella ristrutturazione.
Da Porto Torres è giunta Sfogliatella, una vela latina sorrentina a poppa quadra del 1936, attualmente di Gennaro Di Meglio.
Immancabili le Guzzette, veloci monotipi a vela latina lunghi mt. 6,60 e larghi mt.2,50 che hanno visto la luce nel 1995 per volontà del progettista Luigi Scotti.
Atmosfera di grande festa, dunque al Circolo di Porto Rotondo. Vincitore della classe ‘Velieri’ è stato Terranova 2000 di Nardino-Fois (Olbia); prima classificata della classe ‘Gozzi’ è stata Almare di A. Valsecchi (Porto Rotondo); prima della classe ‘Guzzette’, Paola di L. Pileri (Olbia); prima della classe ‘Lance o Canotti’, Sfogliatella di G. Di Meglio (Porto Torres); infine vincitrice per le ‘Guzzette monotipo’, Guzzetta di L. Azzena (Sassari).
Il Trofeo ARIE 2002, opera dell’artista Luca Ferron, è stato assegnato quest’anno a Franco De Gortes de La Maddalena, con la seguente menzione speciale:
“A un Uomo, a un Marinaio, che ha contribuito con la sua passione e con il suo lavoro a mantenere viva la tradizione, la cultura e la storia delle barche da lavoro e della vela latina in particolare. 
-Ai giovani ha trasmesso la propria esperienza e la propria passione di marinaio e di cultore delle barche a vela latina. 

-Ha contribuito al restauro e al riarmo di Miriella (1898), riportandola a navigare secondo la sua natura originale.
-Da sempre segue con amore e con impegno i ragazzi dell’Istituto Nautico de La Maddalena, insegnando loro l’antica arte di andar per mare con le vele latine”.

Il Trofeo ARIE, che viene conferito a Porto Rotondo ogni anno nel corso di questa manifestazione, è fedele allo spirito e all’impegno di un’Associazione che dal 1999 si occupa attivamente della salvaguardia delle imbarcazioni di valore storico, anche attraverso una proposta di legge sulla tutela delle stesse. L’impegno di ARIE è a 360° su tutta la materia nautica e marinara. L’Associazione, infatti, tutela la nostra storia nautica non solo attraverso mostre e raduni, ma anche con la ricerca e il recupero degli esemplari di maggior valore e la promozione di quelle figure professionali quasi scomparse (carpentieri, maestri d’ascia, mastri calafati, ecc.) che sono necessarie per garantire un corretto restauro di quello che ARIE considera un vero e proprio patrimonio collettivo.
ARIE ha particolarmente a cuore le barche di tradizione, quelle che, attraverso il lavoro degli uomini che le hanno costruite e che le hanno portate, hanno fatto nei secoli la storia della nostra marineria. Esse sono un bene culturale, da tutelare alla stregua degli altri, nei fatti e nelle leggi.
La collaborazione tra ARIE e lo Yacht Club Porto Rotondo è divenuta un vero e proprio sodalizio da quando, l’anno scorso, animati da dalla stessa passione, Serena Galvani di ARIE e Giambattista Borea D’Olmo, presidente dello Yacht Club Porto hanno iniziato a organizzare eventi (come le ‘Vele Latine’ e il ‘Trofeo Baillì de Suffren’) con la precipua volontà di mantenere in vita le ‘nostre’ memorie. In essi, sempre, spicca lo spirito marinaresco che accomuna la gente di mare e che, oltre alle gare sportive, lascia ampio spazio alle manifestazioni a terra, alla cucina e ai canti dei marinai.

 
   
 
Le antenne delle vele latine Una vela latina Premio ARIE a Franco De Gortez 
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